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	<title>Berlinguer e la scimmietta</title>
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		<title>Mercedes Bresso a LA STAMPA</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 08:29:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emilianozaino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[federalismo]]></category>
		<category><![CDATA[sussidiarietà orizzontale]]></category>
		<category><![CDATA[Unità d'Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro direttore, fra meno di due anni cade il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ma sembra che la questione sia vissuta con un certo imbarazzo dalla compagine attualmente al governo, discretamente impermeabile alle inquietudini di Carlo Azeglio Ciampi e del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. In questa cornice, noi presidenti di Regione abbiamo un compito non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilianozaino.wordpress.com&amp;blog=8457801&amp;post=55&amp;subd=emilianozaino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro direttore,<br />
fra meno di due anni cade il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ma sembra che la questione sia vissuta con un certo imbarazzo dalla compagine attualmente al governo, discretamente impermeabile alle inquietudini di Carlo Azeglio Ciampi e del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.</p>
<p>In questa cornice, noi presidenti di Regione abbiamo un compito non facile: come far capire che si può &#8211; si deve &#8211; essere per il federalismo senza per questo essere contro l’unità nazionale? Come distinguere la lunga battaglia per un assetto istituzionale più moderno dalla lotta, tecnicamente reazionaria, di chi vorrebbe farci regredire, restituendo piena applicazione al concetto di sangue e suolo?</p>
<p>E come, infine, far capire che non abbiamo niente in comune con austriacanti e sanfedisti, tutti appartenenti alla medesima schiera di revisionisti che punta a riscrivere l’intera storia nazionale, dipingendo come una masnada di banditi e usurpatori le figure migliori degli ultimi due secoli, da Cavour ai fratelli Rosselli e da Garibaldi fino ai magistrati Falcone e Borsellino?</p>
<p>La mia opinione circa la necessità di pervenire rapidamente a un autentico federalismo fiscale è nota: in tutta Europa sono stati avviati processi di redistribuzione delle competenze a livello territoriale. Tutti i grandi Paesi dell’Unione, Francia compresa, stanno prendendo atto del fatto che lo Stato centrale non ce la fa più ad assicurare alcuni servizi essenziali. D’altra parte è sempre più evidente chel’alternativa al federalismo non sarà un più efficiente centralismo, ma la pura e semplice privatizzazione di interi spezzoni di servizi pubblici. Un esempio sopra tutti gli altri: la sanità italiana o sarà sempre più regionale, con la possibilità di utilizzare risorse proprie, o diventerà privata. Al principio di sussidiarietà verticale rischia di sostituirsi il principio di sussidiarietà orizzontale, con la salute dei cittadini affidata a una precarietà costituita interamente dall’alternativa fra beneficenza e mercato.</p>
<p>Ma questo non significa che lo Stato nazionale debba rinunciare, anche simbolicamente, a una serie di funzioni essenziali. La politica estera, l’esercito, la sicurezza pubblica, la bandiera, la difesa della lingua italiana in Italia e all’estero, la trasformazione e il pieno utilizzo degli Istituti italiani di cultura, l’organizzazione della Giustizia nel rispetto della Costituzione e dell’autonomia dei magistrati. Le Regioni non possono volere uno Stato più debole. In primo luogo perché non riuscirebbero a gareggiare in Europa con aree che invece si muovono con il potente sostegno di esecutivi efficienti e in secondo luogo perché la fragilità trasforma fatalmente quelle istituzioni che inevitabilmente debbono rimanere centrali in fattori che indeboliscono fortemente la competitività dei territori (un esempio: la giustizia civile).<span id="more-55"></span></p>
<p>Mi sembrano molto pericolosi, a questo proposito, alcuni provvedimenti (pochi, per fortuna) e le (molte, malauguratamente) parole di ministri ed esponenti della maggioranza.</p>
<p>Paradossalmente, mentre si frena sul federalismo «buono», si accelera l’applicazione di quello «cattivo». Vale a dire: da un lato il governo si tiene ben strette le competenze e i denari che ci servirebbero per far funzionare al meglio i servizi, dall’altro delega a terzi (le famose ronde) compiti &#8211; la sicurezza pubblica &#8211; cui nessun altro Paese al mondo rinuncerebbe.</p>
<p>Neppure le ultime uscite governative sulla scuola sono sembrate confortanti. Sarei curiosa di sapere che cosa si intende con precisione quando si parla (e si scrive) di insegnanti «più vicini alla cultura del territorio». A Torino abbiamo interi quartieri abitati da famiglie che arrivarono dal Sud cinquant’anni fa. Cosa dovremmo fare? Reclutare docenti esperti in dialetto calabrese? E se cinquant’anni sono troppo pochi per creare l’intreccio fra sangue e suolo, qual è la misura giusta? Un secolo? O un millennio? O magari duemila anni? sarebbe interessante: il latino si potrebbe studiare come lingua «del territorio» di venti secoli fa.</p>
<p>Ma, superata l’ironia, si torna al punto di partenza, vale a dire ai motivi autenticamente politici che impediscono al governo di dedicare non solo le risorse economiche, ma anche e soprattutto la doverosa attenzione istituzionale e culturale al centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. E la verità è sotto gli occhi di tutti: i fatti dimostrano che la Lega Nord è la detentrice della golden share in grado di determinare la filigrana culturale dell’esecutivo, del tutto subalterno a una formazione che intende fare a brandelli un Paese che esiste da secoli nella percezione degli italiani e degli stranieri. La legislazione antiimmigrati, i dialetti nelle scuole, il ritiro dall’Afghanistan, l’ostilità alle celebrazioni per l’Unità d’Italia cui si è aggiunta la trasmissione in televisione dell’elezione di Miss Padania, la legislazione sulle ronde, i limiti posti all’acquisizione della cittadinanza, le proposte di separare le carrozze degli indigeni da quelle degli immigrati, i cori antinapoletani registrati su Facebook, le invettive da bar dello sport trasformate senza mediazione in programmi politici. L’ultima: introdurre in Costituzione il suono di «inni regionali» che neppure esistono. Ce n’è abbastanza per capire che attorno dal concetto di unità nazionale dobbiamo ricostruire i temi della cittadinanza, dei diritti civili, della democrazia.</p>
<p>Il Piemonte non è soltanto la regione da cui partì il Risorgimento. E’ la terra in cui per la prima volta in Italia si abolirono istituti che oggi si vogliono ripristinare: dalle legislazioni speciali per «non autoctoni» (allora ebrei e valdesi, oggi africani e musulmani) al «foro particolare del clero», che al momento mi pare in procinto di rinascere sia pure con altri beneficiari e beneficiati. Per questo è importante celebrare degnamente l’anniversario dell’Unità d’Italia: perché nel nostro Paese lo Stato unitario e la Repubblica hanno garantito prosperità e libertà.</p>
<p>Presidente della Regione Piemonte<br />
06/08/2009</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/emilianozaino.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/emilianozaino.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/emilianozaino.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/emilianozaino.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/emilianozaino.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/emilianozaino.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/emilianozaino.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/emilianozaino.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/emilianozaino.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/emilianozaino.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/emilianozaino.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/emilianozaino.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/emilianozaino.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/emilianozaino.wordpress.com/55/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilianozaino.wordpress.com&amp;blog=8457801&amp;post=55&amp;subd=emilianozaino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Gli Uguali hanno Diritti con lo stesso nome</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 07:47:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emilianozaino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uguaglianza]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[omosessuali]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho trovato molto interessante e di alto valore divulgativo questo articolo pubblicato sulla rivista del Segretariato Sociale RAI. Spiega davvero bene, a mio parere, la sentenza del Tribunale di Venezia in materia di differenza di trattamento tra coppie omosessuali ed eterosessuali rispetto all&#8217;articolo 29 della Costituzione. Perchè il Tribunale di Venezia ha ritenuto di non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilianozaino.wordpress.com&amp;blog=8457801&amp;post=46&amp;subd=emilianozaino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho  trovato molto interessante e di alto valore divulgativo questo articolo pubblicato sulla rivista del Segretariato Sociale RAI.  Spiega davvero bene, a mio parere, la sentenza del Tribunale di Venezia in materia di differenza di trattamento tra coppie omosessuali ed eterosessuali rispetto all&#8217;articolo 29 della Costituzione. Perchè il Tribunale di Venezia ha ritenuto di non poter decidere?</p>
<p>Desidero condividerlo con voi.</p>
<p>***</p>
<p>Una sentenza che fa storia<br />
Tra diritto ed etica:<br />
matrimonio tra persone omosessuali<br />
Di Roberto Casella, avvocato.</p>
<p>Recentemente, il Tribunale di Venezia ha affrontato questa delicata materia. I Giudici escludono che l’art. 29 della Costituzione giustifichi il trattamento differenziato delle coppie omosessuali rispetto a quelle eterosessuali.<br />
In un recente procedimento, il Tribunale di Venezia è stato chiamato ad affrontare una delle più delicate materie oggetto di discussione, non solo tra i giuristi: omosessualità e diritti. In data 4 febbraio 2009, i Giudici hanno sollevato un’eccezione di incostituzionalità su alcune norme che disciplinano il matrimonio. Nelle sue motivazioni, l’ordinanza si distingue per il manifesto tentativo di entrare nel merito della problematica, affrontando articolate tematiche di diritto e di riflesso argomentazioni eticamente sensibili. In particolare, il tema dibattuto è relativo alla riconoscibilità del diritto al matrimonio di una coppia omosessuale. L’occasione è un ricorso promosso da una coppia dello stesso sesso nei confronti dell’Ufficio anagrafe di Venezia. Quest’ultimo aveva rifiutato di procedere alle pubblicazioni di matrimonio richieste dalla coppia, motivando il diniego ad instaurare il procedimento preparatorio, previsto dall’art. 98 del codice civile, ritenendo “l’assoluta illegittimità della pubblicazione” ed affermando che “l’istituto del matrimonio è inequivocabilmente incentrato sulla diversità del sesso tra i coniugi”. Nel motivare la sospensione del procedimento ed il rinvio alla Corte Costituzionale, il Tribunale di Venezia richiama inizialmente un concetto semplice, ma importante: “nel sistema italiano il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è né previsto né vietato espressamente”. L’affermazione non deve stupire, se si considera che l’insieme della norme che disciplinano il matrimonio è stato introdotto nel nostro ordinamento nel 1942 e con la riforma del diritto di famiglia del 1975, momenti storici nei quali il legislatore era ben lontano dal porsi la questione del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Anzi, del tutto chiaramente ed in ossequio ad una tradizione consolidata e millenaria, gli artt. 107 e 108 del codice civile si riferiscono al marito e alla moglie come “attori” della celebrazione e protagonisti del rapporto coniugale, così come gli artt. 231 e ss quali autori della generazione.<span id="more-46"></span><br />
L’ordinanza, dunque, fa una disamina dei principi con cui confrontarsi, ad iniziare dall’art. 2 della Costituzione, nella parte in cui riconosce i diritti inviolabili dell’uomo, non solo nella sua sfera individuale, ma anche sociale. In quest’ultima, la famiglia assurge a ruolo primario di estrinsecazione della personalità. Ne consegue, quale diritto fondamentale dell’individuo, il diritto a sposarsi, inteso nella sua accezione positiva di libertà di contrarre matrimonio con la persona prescelta, sia in quella negativa di non sposarsi e di convivere senza formalizzare l’unione (così Corte Cost. sentenza 445/2002), principio riconosciuto anche a livello sovranazionale. La scelta di sposarsi o non sposarsi è dunque personale e sottoposta a tutele così pregnanti da non consentire allo Stato di intervenire, se non per tutelare ulteriori interessi prevalenti di incompatibilità. Sul punto, i Giudici di Venezia superano ogni illegittimità del matrimonio omosessuale, non individuando “alcun pericolo di lesione ad interessi pubblici o privati di rilevanza costituzionale, quali potrebbero essere la sicurezza o la salute pubblica”. Il Tribunale non si sottrae, in motivazione, ad una legittima osservazione: il diritto di eventuali figli di crescere in un ambiente familiare idoneo, diritto che investe un indiscutibile interesse sociale. I Giudici superano l’osservazione ponendo l’attenzione sulla netta distinzione tra il diritto al matrimonio ed il diritto di una coppia, coniugata ed omosessuale, ad avere figli adottivi. Diritti non necessariamente connessi. In ogni caso, nel nostro ordinamento, non è consentita un’adozione senza una preventiva valutazione della capacità genitoriale. In tal modo verrebbe esclusa ogni “automaticità” tra il matrimonio, la richiesta di adozione e la decisione del Tribunale per i Minorenni. L’ordinanza affronta una seconda argomentazione, non meno incisiva e connessa alla precedente: l’eguaglianza dei cittadini. Tale principio cardine dei sistemi democratici è previsto all’art. 3 della nostra Costituzione, dove si afferma l’eguaglianza dei cittadini senza distinzione, tra l’altro, di sesso e di condizioni personali (nelle quali rientra l’orientamento sessuale), norma che nella sua seconda parte, quella che si riferisce all’uguaglianza c.d. sostanziale, impegna lo Stato a rimuovere gli ostacoli che, di fatto, limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini. Ne consegue che il divieto di sposarsi in capo agli omosessuali sarebbe, secondo il Tribunale, un’irragionevole disparità di trattamento, soprattutto confrontandola con chi ha ottenuto la rettificazione di attribuzione di sesso, possibile con la legge 14 aprile 1982, n. 164. L’ordinanza presenta, sul punto, spunti del tutto condivisibili sotto il profilo logico-giuridico, richiamando precedenti orientamenti della Consulta, volti a sottolineare come la suddetta legge “consenta una valorizzazione dell’orientamento psicosessuale della persona contribuendo al superamento dell’isolamento, dell’ostilità e dell’umiliazione che troppo spesso accompagnano l’esistenza di queste persone (Corte Cost. sentenza n. 165 del 6 maggio 1985).Il Tribunale di Venezia evidenzia, dunque, come le illegittime discriminazioni subite dai transessuali e richiamate dalla Corte Costituzionale “siano mutuabili per gli omosessuali”. Particolare interesse suscita la riflessione sull’inquadramento dogmatico che l’art. 29 della Costituzione fa della famiglia, identificandola come “società naturale fondata sul matrimonio”. Il Tribunale, correttamente, interpreta tale principio nel senso che si afferma la “preesistenza e l’autonomia della famiglia quale comunità originaria e pregiuridica”. Questa comunità, come suggerisce A. M. Sandulli, è dotata per sua natura di una sfera di autonomia, in quanto trova “essenzialmente nel costume, nelle regole presenti della coscienza sociale e dell’ordine interno di ciascuna convivenza familiare i canoni della propria disciplina”.<br />
L’evoluzione storica che ha riguardato la famiglia ha visto il crollo dell’indissolubilità del matrimonio, così come l’equiparazione dei coniugi; il superamento di istituti quali la potestà maritale e la dote, ma anche l’abrogazione del delitto d’onore e dell’altrettanta, odiosa, previsione di estinzione del reato di violenza carnale a mezzo matrimonio riparatore. Effetti così incisivi da modificare il carattere “tradizionale” del concetto di famiglia e di matrimonio. Tutto ciò senza che le norme costituzionali fossero minimamente modificate. Sembra, dunque, che il legislatore costituzionale abbia inteso l’art. 29 come una norma in bianco, quantomeno nel rinviare la determinazione del concetto di famiglia al momento storico in cui la norma è destinata ad operare. In questo quadro, si inserisce il ruolo fondamentale della Corte Costituzionale, la quale, con le proprie sentenze, ha consentito la modifica del concetto tradizionale di famiglia e di equiparazione dei diritti dei coniugi, dando la spinta interpretativa alla riforma del diritto di famiglia del 1975. I Giudici di Venezia escludono, dunque, che nella disposizione dell’art. 29 possa trovare fondamento il trattamento differenziato delle coppie omosessuali rispetto a quelle eterosessuali: “l’accezione costituzionale di famiglia, lungi dall’essere ancorata ad una conformazione tipica e inalterabile, si è, al contrario, dimostrata permeabile ai mutamenti sociali con le relative ripercussioni sul regime giuridico familiare”. Veniamo ora all’esame di un’argomentazione spesso richiamata per individuare un’ulteriore differenziazione: la capacità procreativa della coppia e la tutela della procreazione. Sul punto, il Tribunale sottolinea come “né la Costituzione, né il diritto civile prevedano la capacità di avere figli come condizione per contrarre matrimonio ovvero l’assenza di tale capacità, come condizione di invalidità o causa di scioglimento del matrimonio, essendo matrimonio e filiazione istituti nettamente distinti”. Si aggiunga che legare il matrimonio ad una condizione personale, come la capacità di procreare, sarebbe, anche per una coppia eterosessuale, in violazione del principio di uguaglianza. Da ultimo, i Giudici fanno riferimento all’art. 117 della Carta Costituzionale ed al principio secondo il quale il legislatore è vincolato al rispetto delle regole derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Anche la Corte Europea riconosce la titolarità del diritto al matrimonio del cittadino comunitario ed in un’occasione ha dichiarato contrario alla Convenzione il divieto di matrimonio tra persone dello stesso sesso, per violazione del principio del rispetto della vita privata (art. 8, 12, 14 della Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libertà Fondamentali). Le Istituzioni Europee, in numerosi atti, hanno invitato gli Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si frappongono al matrimonio di coppie omosessuali, ovvero al riconoscimento di istituti giuridici equivalenti, indicazioni che rappresentano la presa di posizione a favore del riconoscimento della disciplina, dettata per la famiglia legittima, da estendersi alle unioni omosessuali. Una recentissima risoluzione del Parlamento Europeo, datata 14 febbraio 2009 e richiamata dal Tribunale di Venezia, ha esortato la Commissione Europea a presentare proposte che garantiscano l’applicazione, da parte degli Stati membri, del principio di riconoscimento reciproco, tra gli Stati, delle coppie omosessuali e di adottare iniziative legislative per eliminare le discriminazioni cui sono sottoposte alcune coppie in ragione del loro orientamento sessuale.<br />
Si deve, infine, anche prendere atto che in molti Paesi europei sono ormai consolidati alcuni modelli di relazioni familiari tali da includere quelle omosessuali. Olanda, Belgio, Spagna hanno rimosso, tout court, il divieto di sposare una persona dello stesso sesso; altri Stati prevedono istituti riservati alle unioni omosessuali. Il Tribunale di Venezia, sulla base di queste ed altre motivazioni, che in questa sede di rapido commento non è possibile richiamare analiticamente, ha dichiarato la non manifesta infondatezza della questione di illegittimità costituzionale di cui agli artt. 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143bis, 156bis e 231 del codice civile, laddove, sistematicamente interpretati, non consentono alle persone di orientamento omosessuale di contrarre matrimonio con persone dello stesso sesso, per contrasto con gli artt. 2, 3, 29 e 117 I° comma della Costituzione. Molto tempo sarà necessario per configurare un diritto di famiglia uniforme a tutta la comunità europea. Congiurano, in questa direzione, non solo fattori di differenziazione sociale e religiosa, ma consolidate tradizioni di diritto privato. La politica italiana, poi, sconta una debolezza. Una dura ortodossia che investe ogni tema eticamente sensibile e la difficoltà a dialogare, apertamente, su questi temi. Sembra che, in tale clima sociale, spett sempre più ai giudici la soluzione di delicate questioni di diritto civile, conseguenza del cambiamento dei costumi, della scienza e della tecnica, per un’incapacità politica di legiferare senza rincorrere o inseguire direttive spesso incostituzionali, condizionati da fragilità e convenienze. Spetta alla politica, viceversa, fissare i principi cardine, che solo in un secondo momento l’intervento dei giudici adatterà al caso concreto. Fin quando i ruoli saranno ribaltati, fin quando si contrapporranno ai principi costituzionali, come quelli richiamati in quest’ordinanza, altri e diversi valori “non negoziabili”, spesso in contrasto con essi, fin quando l’”identità” costituzionale repubblicana non sarà compromessa, la Carta costituzionale, come afferma il prof. Rodotà, “resterà l’unica base democratica per una discussione sui valori sottratta alle contingenze e alle ideologie”.</p>
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		<title>Questo Blog nasce da un sogno</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 14:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emilianozaino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sogni]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Berlinguer]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccomi, finalmente, dopo aver tanto desiderato un blog alla fine ce l&#8217;ho fatta, ho superato la mia grafofobia. Mi presento a voi con un titolo che credo proprio vada spiegato: Berlinguer e la scimmietta. Il perché di questo titolo è semplice: ho fatto un sogno, ho sognato di passeggiare con mio padre per una strada [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=emilianozaino.wordpress.com&amp;blog=8457801&amp;post=14&amp;subd=emilianozaino&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://emilianozaino.files.wordpress.com/2009/07/rhesusmonkeyspacesuitnasa1.jpg?w=101&#038;h=149" alt="" width="101" height="149" />Eccomi, finalmente, dopo aver tanto desiderato un blog alla fine ce l&#8217;ho fatta, ho superato la mia grafofobia.<br />
Mi presento a voi con un titolo che credo proprio vada spiegato: Berlinguer e la scimmietta.<br />
Il perché di questo titolo è semplice: ho fatto un sogno, ho sognato di passeggiare con mio padre per una strada sterrata di un paese. Ad un tratto comincia a correre davanti a noi una scimmietta, corre da un capo all&#8217;altro della strada e si arrampica sui palazzi e sugli alberi alla disperata ricerca di qualcosa.<br />
Alzando il mio sguardo, prima distratto, al centro della strada vedo un uomo minuto in atteggiaemnto riflessivo, di profilo rispetto a me e mio padre.<br />
L&#8217;uomo si volta, è Enrico Berlinguer.<br />
Ci guarda alza il sopracciglio sinistro e parla.<br />
racconta che la scimmietta(natura cosciente) percepisce l&#8217;ambiente intorno a se come ostile(non si ri-trova nella natura).Tutto questo credo sia molto leopardiano, ma l&#8217;analisi continua e lo porta a riaffermare concetti che mi ricordano al &#8220;questione morale&#8221;. E&#8217;infatti l&#8217;uomo, che è natura, che produce un ambiente ostile a se stesso(questo è il principio dell&#8217;immoralità): &#8220;Noi siamo convinti che il mondo ,anche questo terribile ,intricato mondo di oggi, può essere conosciuto ,interpretato ,trasformato e messo al servizio dell’uomo , del suo benessere , della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita”. Dunque l&#8217;invito a riflettere sul progresso sostenibile come mezzo per raggiungere  il bene dell&#8217;umanità e il bene dell&#8217;umanità senza esclusioni. Progresso sostenibile e inclusione sociale  sono concetti fondamentali per avviare un circolo virtuoso il cui punto di congiunzione di cui è appunto il bene della &#8220;mondialità&#8221;, la moralità del nostro agire è il benessere di ogni sua parte.<br />
Enrico ha terminato il suo intervento, mio padre fa per tornare indietro e io lo seguo, ho le lacrime agli occhi, sono scosso, mi sveglio.<img class="alignright" src="http://emilianozaino.files.wordpress.com/2009/07/berlinguer11.jpg?w=91&#038;h=148" alt="" width="91" height="148" /><br />
Troppo bello questo sogno, dovevo condividerlo, tanto più che mi ha fatto bene come un medicinale miracoloso. Sono qui e scrivo quello che Enrico ha detto in sogno, quello che il mio inconscio mi ha ricordato, ovvero la mia formazione e i miei ideali, privandoli dei simboli da cui erano accompagnati all&#8217;epoca. Tutto questo mi stimola e mi suggerisce un nuovo impegno. Per questo sono qui.</p>
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